Nota biografica

Attore, nato a Fontana Liri, Frosinone, il 28 settembre 1924.

Non si può negare che il giovane Marcello abbia colpito immediatamente anche per la sua innegabile bellezza di giovanotto latino dall'aria triste e un po’ stanca. Sappiamo bene, però, che Mastroianni è al tempo stesso attore internazionale più per vocazione che per semplice desiderio, uno dei pochi attori professionisti del nostro cinema riconoscibilissimo anche all'estero, se non, addirittura, volto che ha rappresentato l'Italia negli ultimi cinquanta anni di cinema in maniera così decisa da divenirne l'incontestabile icona. Quello di Mastroianni è stato proprio un gran talento e, Lui, è sempre stato convinto di fare il lavoro più bello del mondo perché "non si cresce mai, si viene accuditi, truccati, guidati, si può fare eternamente i bambinoni, interpretare i propri sogni". D'altronde l'attore ha iniziato da giovanissimo ad accettare ruoli da comparsa in film come La corona di ferro, del 1941, di Blasetti, e come I bambini ci guardano del 1943, di De Sica. Proprio per quanto riguarda De Sica, Mastroianni ricorda quando, ancora sconosciuto, si presenta durante l'ora di pausa negli stabilimenti in cui il regista sta girando a chiedergli di aiutarlo. De Sica, allora, mentre continua a mangiare, gli risponde: "Studia, studia, quando avrai finito allora vedremo". E Marcello continua a studiare, nel 1943 prende il diploma da geometra e s'iscrive alla facoltà di Economia e commercio con l'unico scopo di entrare a far parte del Cut, Centro universitario teatrale, grazie al quale ha le sue prime esperienze in teatro.

Proprio al Cut viene notato da Luchino Visconti e ottiene ruoli importanti nei lavori teatrali diretti dal grande regista: Un tram che si chiama desiderio nel 1949, Morte di un commesso viaggiatore del 1951, La locandiera del 1952 e Le tre sorelle del 1952. Nel frattempo colleziona una serie di apparizioni sul grande schermo, tanto che tra il '47 e il '52 interpreta ben 14 film pur di racimolare un po’ di soldi.
Uno dei suoi primi ruoli di rilievo nel cinema è stato quello del giovane tassista ne Le ragazze di Piazza di Spagna, nel 1952, di Luciano Emmer, che lo ha già diretto in Domenica d'agosto nel 1950. 
Subito dopo Blasetti inizia a legare nei suoi film l'immagine ingenua di Mastroianni a quella maliziosa di Sophia Loren come in Peccato che sia una canaglia del 1954. Nello stesso anno interpreta per De Santis Giorni d'amore e, a proposito di questo film, Mastroianni ricorda:"Sono stato contento di fare questo contadinello simpatico nel film di De Santis, e poi c'era il ritorno un pò a certe origini perchè si svolgeva in Ciociaria e io sono ciociaro". Il film che gli dona nel 1960 l'affermazione definitiva e la fama internazionale è La dolce vita di Federico Fellini. è proprio questo film, infatti, che dopo dieci anni di attività teatrale e cinematografica, gli permette di lavorare in seguito con i maggiori registi italiani da Germi ad Antonioni, da Bolognini a Petri ecc. 
Dopo l'incontro con Fellini interpreta nel 1960 Il bell'Antonio di Bolognini, per questo film Mastroianni accetta il ruolo di un impotente per non lasciarsi facilmente etichettare come conquistatore che gira i locali notturni come ne La dolce vita.
Con Antonioni gira nel 1961 La notte e, nel 1960, gira con Zurlini Cronaca familiare, ma Mastroianni non ha problemi a tirar fuori all'occorrenza la sua vis comica e interpreta film che la mettono in risalto come nel 1961 Fantasmi a Roma o nel 1962 Divorzio all'italiana. Torna a recitare ancora con la Loren ormai consacrata star internazionale dall'Oscar sia sotto la direzione di De Sica che sotto quella di Scola in Ieri, oggi e domani del 1963, ne I girasoli del 1960 e in Una giornata particolare nel 1977. Dopo aver lavorato anche con registi stranieri, Polanski per esempio, negli anni settanta è l'interprete più amato dai registi italiani e gira per Marco Ferreri e ancora per Ettore Scola Permette? Rocco Papaleo nel 1971, La grande abbuffata nel 1973, Ciao maschio nel 1978, La terrazza nel 1980. Le sue interpretazioni sono sempre convincenti e rispettose delle indicazioni date dai registi, anche per questo quella di Marcello rimane una delle maggiori personalità che il cinema italiano ha prodotto nel dopoguerra.
Anche nei casi in cui è maschera di se stesso, come nei felliniani La città delle donne del 1980 e Ginger e Fred del 1985, crea il suopersonaggio partendo da zero ed è probabilmente per questa sua capacità di riprodursi e ricostruirsi che viene apprezzato anche dai registidella nuova generazione, come Marco Bellocchio per il quale interpreta nel 1984 Enrico IV.
Marcello Mastroianni si spegne a Parigi il 19 dicembre 1996.


a cura di Emanuela Patriarca

 

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