Il Fiume Liri. Foto di Marcello Ottaviani


Il fiume Liri ha avuto sempre grande importanza per il nostro paese che gli deve, con tanto di decreto reale del 22 gennaio 1863, finanche una parte del suo nome. Il Liri, il Clanis di Plinio, il Taciturnus amnis di Orazio, il sulphureum flumen di Silio Italico, il Caeruleus Liris di Marziale e infine il Verde di Dante, è prodigo di benefici per i paesi che bagna, anche se a volte è causa di inondazioni, dovute per lo più alle acque dell'invaso del Fucino, che in momenti di emergenza vengono scaricate nel fiume. Per la particolare, favorevole configurazione del nostro territorio il fiume non ha mai procurato al paese guai di tal genere.

Esso (che prende il nome di Garigliano dopo la confluenza col Gari) nasce a quota 1100 nel versante settentrionale dei monti Simbruini, e precisamente dal Monte Arunzo, fra Petrella Liri e Cappadocia, si immette nella Val di Nerfa e quindi, attraverso le gole della Val Roveto, entra in Ciociaria, a monte di Sora, per spaziare poi nella Valle del Liri.

Il Liri è stato per secoli il confine tra il regno di Napoli e lo Stato Pontificio. Oggi esso segna il confine tra Fontana Liri e Monte San Giovanni Campano, collegate tra loro dal ponte dell'Anitrella e dal “ponte del Francese”. L'altro ponte, quello di Sant'Eleuterio unisce il nostro paese ad Arce, ma esso è sul rio Petronio. Tutti e tre i ponti furono distrutti dai bombardamenti durante l'ultimo conflitto e ricostruiti subito dopo. Il Liri bagna il territorio di Fontana Liri per il tratto che va da una località prossima alla contrada Scaffa, in Comune di Arpino, sino alla confluenza in esso del rio Petronio. Per il tratto Anitrella-Sant'Eleuterio scorre per lo più tra alte sponde costituite da una roccia calcarea e da giacimenti più o meno estesi di materiale alluvionale composto di travertino pleistocenico.

Il Liri è uno dei fiumi più ricchi di centrali idroelettriche di tutta Italia e ne conta quattro solo sul nostro territorio: quella privata di Colle Lindra, modernissima, di proprietà di Francesco Fava, quelle di Fontecupa e della Direzione Vecchia, entrambe dell'ENEL; l'altra del Polverificio Esercito. Queste centrali rappresentano una fonte di ricchezza in campo nazionale e hanno costituito in passato un apprezzabile cespite per il nostro Comune, perché paese rivierasco ai sensi di apposita legge. Nel territorio di Fontana Liri confluiscono nel fiume le acque del lago Solfatara, unitesi in precedenza con quelle del rio Petronio, l'ultima parte del torrente Armucci o Arinucci, che nasce dal monte S. Pietro in Comune di Santopadre
Per i Fontanesi il Liri è un benefattore discreto e tranquillo (taciturnus, per dirla ancora con Orazio). Seminascosto fra le sponde, al confine del territorio e ai bordi del nostro mondo abituale, profonde, silenzioso, ogni possibile suo beneficio.

 

da Fontana Liri - due centri una storia di Generoso Pistilli

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