Cartolina Fontana

Fontana Liri , paese della provincia di Frosinone posto lungo la sponda sinistra del Liri, è costituita di due centri urbani ugualmente importanti: Fontana Liri Superiore e Fontana Liri Inferiore. Ha origini antichissime: nel suo territorio sono stati accertati insediamenti umani preistorici - risalenti al pleistocene medio-inferiore (oltre 700 mila anni fa ) testimoniati da importanti reperti litici rinvenuti nel 1971- e resti ceramici dell’età del bronzo.
Già territorio volsco, Fontana in epoca romana fu poi pagus di Arpino col nome di Laterium. Nella seconda metà del 500 fu possedimento di vari duchi longobardi spesso in lotta fra loro. Uno di questi, Zottone, duca di Benevento, trasformò in castello quell’agglomerato di abitazioni esistenti lungo il Liri e la località prese il nome di Castello Zupponis, poi di Castrum Scipionis.

Ingresso del Castello Succorte

Durante il sec. X gli abitanti del Castrum, terrorizzati dalle scorrerie e dai saccheggiamenti delle orde dei Saraceni prima e degli Ungari poi, si rifugiarono su una balza del vicino monte S. Lucia ove sorse e si sviluppò il nuovo paese che, dal nome di una vicina fonte, si chiamò Fontana.
Verso la metà dell’anno Mille furono costruiti il castello Succorte e il paese che ancora oggi mantiene la sua caratteristica medievale con strutture spiccatamente difensive. La prima notizia certa sul nome Fontana è contenuta in un “Instrumento di privilegio” stipulato nel 1142. Nel Medioevo, coinvolta a lungo nelle lotte fra Papato e Impero, Fontana passò più volte alle dipendenze dell’uno o dell’altro. In seguito fu anche possedimento degli Angioini.
Dal 1443 al 1796 appartenne al Ducato di Sora e quindi ai Cantelmo,ai Della Rovere e ai Boncompagni. Dal 1796 e fino all’unificazione dell’ Italia, Fontana fece parte del Regno di Napoli, Provincia di Terra di Lavoro.
Nel 1863, con decreto reale, il paese cambiò denominazione e si chiamò Fontana Liri.

Con la costruzione in Fontana Liri del Polverificio militare (oggi Stabilimento Militare “Propellenti”) e con la sua entrata in funzione (1894), la zona del paese ad esso adiacente si sviluppò rapidamente e la frazione, allora denominata Polverificio sul Liri, con Regio Decreto 7 aprile 1930, divenne sede municipale. Nel corso della seconda guerra mondiale il paese subì oltre trenta bombardamenti e le sue abitazioni risultarono distrutte per oltre il 70%. Oggi Fontana Liri ha un volto nuovo e per le sue rilevanti “valenze paesaggistiche, naturali e storiche” è stata classificata Comune “di notevole interesse pubblico”

da Fontana Liri - due centri una storia di Generoso Pistilli

 

 

Poesie per Fontana Liri:

Eco Lontana

Se passerai dalla mia vecchia casa,
che ha gli occhi spenti e dorme abbandonata
là tra il verde del Colle di Fontana,
mentre il cuculo, dalla selva, canta
la sua nota che annuncia primavera,
fermati un poco e ascolta, forse udrai,
nella quiete solenne delle querce
un'eco che proviene di lontano:
una voce di bimbo che risponde
al richiamo insistente della madre,
e risonar risate di bambini
lì, di tra i campi, in mezzo all'erba menta,
alla ruta ed all'erba cipollina,
dove il ramarro caccia il grillo incauto
e svaria la vanessa gialla e nera.
E' passato l'incanto, più non sento
risa e richiami. Chino il capo e vado;
vado all'appuntamento coi miei sogni
che aspettano al quadrivio del silenzio.

Aldo Lucchetti

     

Terra di Ciociaria

Terra di Ciociaria, ti riconosco;
vive di primavera mi salutano
le tue colline.
Ricordi e nostalgia,
dai recessi dell'anima risalgono.
Mi vedesti, bambino,
lì, nella mia Fontana,
sognare cieli immensi
e correre lontano,
con gli occhi della mente, oltre la chiostra
dei monti grigiazzurri
che tutti ti costellano.
Ogni sera
chiudo gli occhi pensando
te, gli amici, e i miei cari,
cui mi lega qualcosa
ch'è più forte del sangue:
sentimento che non teme fratture.
E ancora penso ai tuoi boschi,
ai tuoi rivoli, ai tuoi monti
tra le cui gole
ancora corre l'acqua,
anche se questa più non m’appartiene.
La mia passò,
non la raccolsi mai
e si portava tutto di me.
Forse mosse mulini,
e giocò di tra i sassi;
qualcuno, forse, vi si ristorò,
risonò forse in forre,
umidi cuori di monti riarsi
o si perse in vapore su nel cielo
e non ricadde più
ma mai ne seppi.

Aldo Lucchetti     

     

La mia terra

Terra di Ciociaria,
aspra, dolce e selvaggia.
Signora di storia passata
narrata da tanti castelli
e da tante rovine.

Signora di mille profumi,
di sterminati monti d'ulivi
e di profumate mimose.

All'ombra di mura ciclopiche,
rivedo i miei avi lontani,
guerrieri d'indomita tempra
dai nomi tuttora immortali.

Ernici, volsci, sanniti,
romani di grande potenza,
la storia vi tiene vicini
e il ricordo mi palpita in cor!

Tutto è magico su questa mia terra,
chiese, monti, castelli e natura,
paesi arroccati su dolci ed aspri pendii,
un profumo si spande nell'aria
carezzandoti con dolce beltà.

Terra mia ti porto nel cuore,
sei la terra dei miei antenati,
gente semplice e molto ospitale
che ne fanno grandezza ed onor!

Terra mia ti penso e ti amo,
in te dormono i miei genitori
non potrò mai staccarti dal cuore
serberò in eterno il mio amore per te!

R. Battista

 

Colline dolci della Ciociaria

Colline dolci della Ciociaria,
chissà se tornerò ancora a guardarvi
quando, vestite dalla primavera,
nel maggio che il rigògolo rallegra
e la robinia riempie di profumo, 
all’anima, tornata ora bambina, 
parlate come solo voi sapete.
Altra vicenda ormai preme il mio cuore
e l’illusione dolce che mi vinse
se ne andò con le storie dell’infanzia
e dell’adolescenza, che sfiorì
in cumuli di petali avvizziti.

Aldo Lucchetti      

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